Aldo Sacslei’s classics: il ritorno

«Avevo passato tutta la mattinata a cercare un pezzo di pane, un filone senza sale, per la precisione. Assieme ai concittadini del mio quartiere, mi trovavo a vivere una domenica del mese di agosto con strade riarse e negozi chiusi. Il centro commerciale L’ultima spiaggia mi aveva abbandonato pure lui. Insomma, per terminare questo piccolo panegirico come dissi ai miei genitori quando rincasai a mani vuote, era stata una vana ricerca del pan, del tutto a un euro, del chi ha i denti ma non il pan, e non avendo certo reso a nessuno pan per focaccia, si era rivelata una passeggiata frettolosa nelle viscere del deserto cittadino, un esemplare panegirico a vuoto.»

AS

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2 thoughts on “Aldo Sacslei’s classics: il ritorno

  1. Chiarissimo Dottore,
    la prego, si metta comodo su una panchina e proveremo a uscire fuori da questo pantano. (bel pantalone! che stile!)

    La pancia va saziata, poco da ribattere.
    Mi dicono che al Pantheon dovrebbe trovarsi una panetteria sempre aperta, panacea di tutti i panegironi dell’Urbe,panificazione garantita.
    Sarebbe appellata “Panini, panzarotti e…”. Quella “e…” certo potrebbe nascondere insidie, un panurgo è capace di tutto, ma credo vaga la pena di richiare.
    Il panettiere dovrebbe chiamarsi Pandolfi, pancreatore di meraviglie, lavoratore indefesso, pantofolaio giammai.

    Provi. Magari riesce a metter fine a questo pandemonio.

    La abbraccio.
    Sua
    Faustrolla

    ps-Bentornato!

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