L’Italia in «discesa»

Solitamente, per esprimere il concetto di disfacimento, ad esempio di un paese come l’Italia, si usa dire «X è in caduta libera», dove X è la nostra nazione che non ha più freni e a breve si schianterà a terra e perirà sul colpo. Qui in questo post(o) ho utilizzato il termine «discesa» per dare l’idea che il paese non è combinato proprio male, no. Ma non è un eufemismo, è proprio una falsificazione, nemmeno mistificazione (quelle le lascio a chi è religioso). A occhio e croce, quando si è «in discesa» le cose scorrono, hanno freni in caso servano, la situazione è sotto controllo. Questo era un preambolo.

È un periodo in cui dipingere, comporre per immagini mi è difficilissimo e quindi ho accantonato questa pratica, sostituendola con facili parole, discorsetti, passatempi. La politica è un passatempo come tanti altri. Mi dovrei disperare per la generale situazione di degrado nazional paesano, ma come spesso mi accade è la parte umoristica a prendere il sopravvento. Mi viene da ridere, è tutto ridicolo ai miei occhi, cosa posso farci. Vedo marionette al posto di uomini, piccoli animaletti al posto di donne. Tic nervosi, nevrosi, tic nevrosi, ripetizioni di concetti fino allo stremo delle forze, aberrazioni, mostruosità che mi fanno crepar dal ridere. È un continuo spingere la testa contro un muro: c’è una porticina per andare oltre la muraglia cinese? Beh, loro vogliono girarci intorno. Vogliono tappare i fori del Colosseo e il Colosseo con i Fori, sostituire la fiaccola della Statua della Libertà con quella delle Olimpiadi, mettere le ruote di una 500 a un Tir, spostare il posticipo del campionato di calcio alle 3 di notte, obliterare tutti i biglietti del mondo prima che qualcuno salga sui mezzi pubblici senza averlo fatto, restringere di un millimetro tutta l’autostrada del Sole, oscurare il Sole sull’autostrada del Sole, annuvolare perennemente il deserto del Sahara, sciogliere le righe di tutti i battaglioni e congelare nuovamente tutti i ghiacciai sciolti, ricostruire il pezzo dell’Iceberg che quella cazzo di Titanic ha frantumato con la sua chiappa, rimettere a posto la rete distrutta da Villeneuve, impiantare una gamba di Karem Abdul Jabbar sul corpo di Danny De Vito, e Dio solo sa cos’altro…

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